SEMET IN ANNO LICET INSANIRE
Sono ogni giorno, ogni momento-
un tuo soprapensiero-
mentre ti inseguono le ombre più lunghe-
dei platani-
col silenzio della pioggia che si aggira,-
sono il fischio-
di saluto, modulato, quando arrivo-
a ritrovarti, prima di raggiungerti,-
mia memoria reciproca, mia speculare-
confidenza col tempo,-
ci siamo sbagliati a disperare di noi,-
siamo perfetti-
nel duetto per voce sola,-
mia Itaca perenne di tutte le mie vite-
che aspirano a un solo ritorno.
Se racconto le mie avventure e disavventure è anche per questo: esse riflettono un possibile destino di tutti, oggi,
un destino a cui è esposto a cuore aperto l'uomo contemporaneo, assediato dall'instabilità, che non può più contare su nessuna tutela, che può essere azzannato da un momento all'altro.
Ci preoccupiamo troppo di organizzarci in moltitudine, e così facendo ci dimentichiamo di noi come individui singoli, per poi scoprire nei momenti cruciali che valgono una vita, quanto ci riduciamo a individui, sempre più a individui, nella nostra estrema solitudine non siamo organizzati affatto.
2 Comments:
C'è, c'è non se n'è andato....
meno male!!!
Posta un commento
<< Home