giovedì, marzo 16, 2006

SEMET IN ANNO LICET INSANIRE

Sono ogni giorno, ogni momento- un tuo soprapensiero- mentre ti inseguono le ombre più lunghe- dei platani- col silenzio della pioggia che si aggira,- sono il fischio- di saluto, modulato, quando arrivo- a ritrovarti, prima di raggiungerti,- mia memoria reciproca, mia speculare- confidenza col tempo,- ci siamo sbagliati a disperare di noi,- siamo perfetti- nel duetto per voce sola,- mia Itaca perenne di tutte le mie vite- che aspirano a un solo ritorno. Se racconto le mie avventure e disavventure è anche per questo: esse riflettono un possibile destino di tutti, oggi, un destino a cui è esposto a cuore aperto l'uomo contemporaneo, assediato dall'instabilità, che non può più contare su nessuna tutela, che può essere azzannato da un momento all'altro. Ci preoccupiamo troppo di organizzarci in moltitudine, e così facendo ci dimentichiamo di noi come individui singoli, per poi scoprire nei momenti cruciali che valgono una vita, quanto ci riduciamo a individui, sempre più a individui, nella nostra estrema solitudine non siamo organizzati affatto.

2 Comments:

Blogger krepa said...

C'è, c'è non se n'è andato....

17/3/06 22:05  
Blogger alice said...

meno male!!!

18/3/06 16:01  

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